Truffe digitali a Pescara: telefoni hackerati e voci clonate, boom di raggiri bancari

PESCARA – Telefoni hackerati, numeri ufficiali clonati e siti web identici a quelli di banche e Poste. È questa la nuova frontiera delle truffe digitali che si stanno moltiplicando anche a Pescara, dove nelle ultime settimane si sono registrati diversi casi segnalati alle associazioni dei consumatori.

Allarme phishing e bonifici fraudolenti in Abruzzo: per il Codacons serve più tutela dei consumatori

Truffe digitali a Pescara: telefoni hackerati e voci clonate, boom di raggiri bancari

Gli smartphone, sempre più diffusi tra giovani e anziani, sono diventati terreno fertile per truffatori esperti di informatica e intelligenza artificiale, capaci di riprodurre voci, numeri di telefono e pagine web ufficiali, rendendo quasi impossibile distinguere una chiamata autentica da una fraudolenta.

Secondo quanto riferito dal Codacons Abruzzo, le modalità sono sempre più sofisticate: phishing, finte comunicazioni bancarie, trading online inesistente, criptovalute e bonifici indotti con l’inganno.

Le truffe digitali avvenute a Pescara: 18enne e parroco ingannati con la stessa tecnica

Tra gli episodi più recenti, due casi emblematici avvenuti a Pescara.

Un ragazzo di 18 anni ha ricevuto una telefonata apparentemente proveniente dalle Poste: gli è stato comunicato che aveva ricevuto per errore un bonifico di 11mila euro e che doveva restituire la somma con un nuovo versamento. Fidandosi del numero visualizzato – identico a quello ufficiale – e del link ricevuto, riconducibile al sito clonato, ha effettuato il bonifico, perdendo i risparmi presenti sul conto.

Analogo raggiro ha colpito un parroco pescarese, contattato con la stessa scusa: un accredito errato da restituire tramite bonifico immediato. Solo il lunedì, recandosi agli sportelli, ha scoperto che si trattava di una truffa.

Secondo il presidente del Codacons Abruzzo, Vittorio Ruggeri, «in molti casi i truffatori conoscono già la situazione patrimoniale della vittima, segno che i dati personali circolano con estrema facilità».

Disuguaglianze sociali e vulnerabilità digitale

Per Ruggeri, il fenomeno è aggravato dalle disuguaglianze economiche e dalla scarsa tutela dei soggetti più fragili: anziani, famiglie monoreddito e persone con minore alfabetizzazione digitale.

«Oggi le possibilità di truffa sono infinite. Il problema è che spesso una parte della responsabilità viene scaricata sul consumatore, anche quando la chiamata proviene dal numero ufficiale della banca o rimanda a un sito identico a quello reale», sottolinea.

L’associazione chiede maggiore vigilanza da parte di banche, Poste e compagnie telefoniche, ritenute in possesso degli strumenti tecnici per prevenire e intercettare le frodi.

Rimborsi e responsabilità: il nodo dell’Arbitro bancario finanziario

Un altro punto critico riguarda i rimborsi. Secondo Codacons, in molti casi agli utenti viene riconosciuto solo un risarcimento parziale, con una quota di responsabilità attribuita alla vittima.

«Se un cliente riceve una chiamata dal numero ufficiale della banca e non ha strumenti per capire che si tratta di un truffatore, perché dovrebbe perdere parte dei suoi risparmi?», si chiede Ruggeri, criticando anche il ruolo dell’Arbitro bancario finanziario.

Come difendersi dalle truffe online: i consigli

Il Codacons invita i cittadini alla massima prudenza:

  • Non effettuare bonifici su richiesta telefonica, soprattutto nei weekend.

  • Prendere tempo e verificare direttamente con la banca o l’ente coinvolto.

  • Non cliccare su link ricevuti via sms o email.

  • Non fornire codici, password o dati personali al telefono.

Un semplice “richiamo domani” può evitare di cadere nella trappola. L’associazione sta inoltre lavorando a un’app per fornire assistenza immediata in caso di tentativi di truffa.

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