La notte pescarese resta sotto controllo. L’ordinanza “Cenerentola” che regola la movida nell’area di piazza Muzii è stata prorogata per altri 90 giorni, arrivando di fatto fino a metà maggio. Una decisione che consolida una linea restrittiva ormai strutturale e che riapre il conflitto tra residenti e commercianti. Allo stesso tempo rivendica la necessità da parte del Comune di Pescara di tutelarsi dopo il maxi-risarcimento da 450mila euro per i rumori della movida tra il 2016 e il 2021.
Lo scenario ormai è noto: le strade del centro si riempiono, i locali lavorano fino a tarda sera, poi allo scoccare della mezzanotte gli esercenti ritirano tavoli e sedie. La movida si spegne non per una scelta commerciale, ma per un obbligo normativo.
Una routine che per i residenti rappresenta una tutela, ma per le attività significa inevitabilmente una riduzione degli incassi proprio nelle ore più redditizie.
Praticamente, tra diritto al riposo e diritto al lavoro, la città continua a camminare su un filo sottile.
Residenti contro i locali: un nodo economico cruciale che pesa sulle scelte
Le attività della zona non hanno mai accettato di buon grado l’ordinanza, considerandola un freno importante al proprio fatturato. Per il Comune, invece, l’ordinanza è uno scudo legale.
Infatti, in passato, a seguito degli esposti dei residenti, l’amministrazione è stata condannata a pagare risarcimenti che hanno sfiorato i 450mila euro per l’insufficienza delle misure adottate contro il rumore. Una sentenza che pesa come un macigno sulle scelte attuali.
Di conseguenza, il Comune si muove con prudenza. Il piano di risanamento acustico è diventato così uno strumento indispensabile per evitare nuovi contenziosi. L’ordinanza “Cenerentola”, rinnovata a intervalli di 45-90 giorni dallo scorso novembre, è oggi considerata l’unico argine concreto a ulteriori richieste di indennizzo.
I gestori, però, non hanno mai accettato di buon grado le limitazioni, presentando diversi ricorsi. Ricorsi che sono stati respinti. Secondo i giudici, le misure rappresentano un “equilibrio proporzionale” tra diritto al riposo e diritto al lavoro.
Tuttavia la tensione resta alta. Le associazioni dei commercianti sono pronte a impugnare anche l’ultima ordinanza, sollevando dubbi sulla legittimità dell’atto in una fase di ordinaria amministrazione. Ma legata allo stesso tempo alle prossime elezioni.
Ordinanza “Cenerentola” prorogata: cosa prevede?
L’ordinanza “Cenerentola” prorogata per altri 90 giorni, resterà in vigore fino a metà maggio, includendo periodi ad alta affluenza come Pasqua, Pasquetta, il 25 aprile e il Primo Maggio.
Al momento l’area interessata è compresa tra via De Cesaris, via Battisti, via Mazzini, via Piave, via Forti, via Poerio, via Quarto dei Mille e fino a via De Amicis, cuore della vita notturna cittadina.
Le regole restano le stesse:
- Stop alla somministrazione ai tavolini esterni (pubblici o privati) dalle 24 nei giorni di venerdì, sabato e domenica
- Divieto di vendita di bevande alcoliche da asporto negli stessi giorni e nella stessa fascia oraria
- Obbligo di sgomberare sedie e tavoli all’aperto dopo mezzanotte
Si applicano esclusivamente nei weekend (venerdì, sabato e domenica), mentre durante la settimana non sono previste limitazioni orarie.
Alla base della proroga, c’è la decisione del tavolo tecnico del 12 febbraio, che ha analizzato i rilievi fonometrici dell’Arpa e chiesto di proseguire con il monitoraggio per verificare l’efficacia del piano di risanamento acustico. Di fatto, la nuova ordinanza rinnova il provvedimento datato 20 novembre, che aveva validità di 90 giorni e scadeva proprio in questi giorni, confermando integralmente le misure già in vigore.
E’ importante sottolineare che la proroga interessa periodi particolarmente “caldi” per la movida, come le festività pasquali. Occasioni in cui il centro si riempie di persone e i locali registrano il pienone. E che improvvisamente allo scoccare della mezzanotte si svuotano perché costretti a ritirare tavoli e sedie.
Non solo Piazza Muzii: stretta anche a Pescara Vecchia
Pare che sia in arrivo una proroga del piano di risanamento acustico anche a Pescara Vecchia. Anche qui è in vigore un’ordinanza “Cenerentola” che scade domenica e che con ogni probabilità verrà rinnovata. Infatti, lo scorso 10 febbraio è stato pubblicato un nuovo piano. Da quella data decorrono sessanta giorni per eventuali osservazioni, dopodiché entrerà in vigore.
Sostanzialmente, la direzione sembra chiara: sia nel centro moderno che nel cuore storico della città, la linea resta quella delle limitazioni nei weekend.
A tal proposito, il dibattito politico arriverà in strada. Sinistra Italiana ha annunciato intanto l’iniziativa “Il popolo della notte – Pescara Cenerentola? Nemmeno per sogno”. Attraverso videointerviste, si aprirà un ascolto pubblico tra corso Manthonè, piazza Unione e piazza Garibaldi.
L’obiettivo è superare un approccio basato solo su limitazioni e parlare di modelli alternativi già sperimentati in altre città italiane ed europee, per integrare sicurezza, socialità ed economia urbana.
La proroga conferma un approccio basato prevalentemente sul contenimento orario. Una strategia che tutela la quiete pubblica, ma che non affronta in modo strutturale il tema della governance della vita notturna.
Queste limitazioni sono sufficienti per governare la notte di una città che vive anche di turismo, socialità ed economia serale?





