Villa Celiera, capitale degli arrosticini anche per gli australiani

 A Villa Celiera, nel cuore dell’Abruzzo, una tradizione smette di essere “locale” e diventa universale.Non parliamo di una metafora, ma è una realtà. Sono studenti arrivati dall’Australia, da Perth, a raccontarlo. 

Ragazzi che attraversano mezzo mondo non per vedere un monumento, ma per imparare a fare gli arrosticini. A mano. Proprio come si faceva una volta.

E allora la domanda sorge spontanea: siamo davvero consapevoli del valore delle nostre tradizioni?

Arrosticini: una tradizione locale che diventa patrimonio globale

Villa Celiera, capitale degli arrosticini anche per gli australiani

Negli ultimi giorni, il piccolo borgo dell’area vestina, Villa Celiera, si è trasformato in un laboratorio internazionale.

Gli studenti del Penrhos College di Perth, in Australia, hanno scelto l’Abruzzo per un tour esperienziale tra:

  • costa dei trabocchi
  • territorio teramano
  • borghi interni

Ma la tappa più sorprendente è stata proprio Villa Celiera. Qui hanno partecipato a un laboratorio autentico dedicato agli arrosticini artigianali presso “L’Orgoglio d’Abruzzo”, dell’imprenditore Floriano Stella. 

Non si tratta di semplice degustazione, ma un percorso completo. La scoperta del valore della tradizione attraverso il fare e l’imparare. 

Gli studenti, infatti hanno seguito ogni fase che precede l’assaggio dell’arrosticino, come: 

  • preparazione manuale degli spiedini
  • tecnica di infilatura carne e grasso
  • cottura sulle fornacelle
  • degustazione finale

Un’esperienza che unisce manualità, cultura e convivialità. E soprattutto stupore.

Perché vedere nascere un arrosticino è diverso dal mangiarlo.

L’arrosticino come linguaggio universale

Quello che è accaduto a Villa Celiera va oltre il turismo. Qui le tradizioni hanno parlato a chi viene da lontano. D’altronde, i ragazzi australiani non si sono limitati a osservare.

Hanno fatto domande, si sono confrontati con i produttori. E allo stesso tempo hanno cercato di capire il “perché” dietro ogni gesto.

È questo il punto chiave. La tradizione funziona quando diventa comprensibile anche a chi non è nato dentro quella cultura.

E quello che è successo a Villa Celiera è un esempio concreto. Il turista di oggi non vuole solo vedere. Vuole partecipare, imparare, toccare, cucinare e capire. 

A tal proposito,l’Abruzzo ha tutto per rispondere a questa domanda. Tra prodotti autentici, territori incontaminati e tradizioni ancora vive. 

C’è un dettaglio che non va sottovalutato. Sono stati gli australiani a venire qui, mentre molto spesso chi vive un territorio tende a darlo per scontato.

Ma quando qualcuno percorre migliaia di chilometri per scoprire una tradizione, il messaggio è chiaro: quello che abbiamo è già straordinario. Serve solo imparare a raccontarlo meglio.

“Università dell’arrosticino”: una visione che guarda lontano

Il sindaco dell’antico borgo, Domenico Vespa lo ha detto chiaramente: Villa Celiera vuole diventare un punto di riferimento internazionale.

Un’identità costruita tra etica e qualità, e da questo nasce un’ idea semplice ma potente e con determinate caratteristiche: 

  • rispettare la tradizione
  • mantenere standard rigorosi
  • raccontare il prodotto al mondo

Nasce così anche una provocazione identitaria: l’arrosticino “DVC” – Di Villa Celiera.

Un marchio che punta a distinguere qualità, metodo e origine.

Ma la crescita non è solo culturale. Accanto al laboratorio, si muove un sistema produttivo in espansione. Con spedizioni in tutta Europa, vendita online e soprattutto con nuove realtà imprenditoriali. 

Tra queste, ci sono l’ Orgoglio d’Abruzzo di Floriano Stella, le aziende di Marco Di Luzio e l’attività di Delio Ginestra. Modelli che dimostrano come la tradizione possa diventare economia. 

Decisamente un bel segnale. E se sostenuto, questo approccio può diventare un modello per l’intero Abruzzo. La valorizzazione dei borghi, con la promozione dei prodotti tipici, farà crescere il turismo internazionale esperienziale della regione.

Non serve inventare nulla, basta riconoscere ciò che già esiste.

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