Più voli a Pescara ma meno agenti della Polizia di Frontiera

L’ Aeroporto Internazionale d’Abruzzo continua a crescere. I numeri parlano di un boom di passeggeri, nuove rotte e una prospettiva che punta a quota 1,6 milioni di transiti nel 2026.

Ma dietro l’immagine di uno scalo in espansione,  si nasconde una criticità che rischia di trasformarsi in un problema concreto per lavoratori e viaggiatori. Parliamo della forte carenza di personale della Polizia di Frontiera.

È questo il tema al centro della protesta lanciata dai sindacati di polizia e approfondita anche durante l’intervista ad Antonio Petrilli, Responsabile della SILP CGIL ai microfoni di Radio ISAV, presente qui, sul canale YouTube. 

La protesta della Polizia di Frontiera all’aeroporto di Pescara

Più voli a Pescara ma meno agenti della Polizia di Frontiera

Le sigle sindacali SIULP, FSP Polizia, Fed. COISP-MOSAP e SILP CGIL,  che rappresentano circa il 74% degli iscritti territoriali, hanno denunciato una situazione definita ormai insostenibile. Il punto centrale è semplice.  Mentre i passeggeri aumentano rapidamente, il personale operativo continua a diminuire.

Secondo quanto emerso infatti: 

  • nel 2024 lo scalo contava circa 874mila passeggeri con 48 operatori
  • nel 2026 si punta a 1,6 milioni di passeggeri con appena 23 unità operative

Numeri che raccontano decisamente un disequilibrio evidente. L’aeroporto cresce sul piano commerciale e turistico, ma la struttura dei controlli non sembra aver seguito la stessa velocità.

Ed è qui che nasce la preoccupazione. Perché uno sviluppo senza adeguati investimenti sul personale, alla fine rischia di creare rallentamenti, disagi e tensioni operative.

Per questo i sindacati chiedono dei rinforzi immediati. Quindi la richiesta avanzata dai sindacati è molto chiara. Si chiede di aggregare rapidamente nuovo personale da altri uffici per affrontare l’imminente stagione estiva, e una segnalazione urgente al Dipartimento competente. 

L’obiettivo è garantire:

  • controlli efficienti
  • sicurezza
  • tempi sostenibili per operatori e viaggiatori

In assenza di rinforzi, il peso continuerà a ricadere sugli agenti già presenti. Con conseguenze che possono diventare pesanti, come ad esempio ferie ridotte, turni prolungati e stress operativo crescente. 

Quando si parla di aeroporti, il tema sicurezza non può essere considerato secondario.

Gli operatori della Polizia di Frontiera rappresentano uno dei primi punti di contatto tra territorio, cittadini e viaggiatori internazionali. E lavorare costantemente in carenza di organico compromette la qualità del servizio, la serenità del personale e l’immagine stessa dello scalo pescarese.

Antonio Petrilli:“Siamo in una situazione critica”

Durante l’intervista rilasciata a Radio ISAV, Antonio Petrilli, Responsabile della SILP CGIL, ha spiegato in maniera molto diretta le difficoltà vissute quotidianamente dagli operatori della Polizia di Frontiera.

Petrilli ha evidenziato come l’aumento del traffico aereo, non sia stato accompagnato da un rafforzamento dell’organico. Anzi.

Secondo il sindacalista, il personale disponibile rischia addirittura di diminuire ulteriormente nei prossimi anni a causa dei pensionamenti non sostituiti. 

Uno degli aspetti più importanti emersi nell’intervista riguarda il fatto che la criticità non appartiene a un domani ipotetico. La stagione estiva difatti è già iniziata. E gli operatori stanno già affrontando:

  • turni straordinari
  • sovraccarico di lavoro
  • difficoltà nella gestione dei flussi passeggeri

Con inevitabili ripercussioni anche sulla vita personale e familiare dei lavoratori.

A complicare ulteriormente la situazione c’è l’introduzione dell’Entry Exit System (EES), il nuovo sistema europeo di controllo digitale dei passeggeri provenienti da Paesi extra Schengen. Parliamo di nazioni che non aderiscono all’accordo di Schengen, nel quale invece vige la libera circolazione. Di conseguenza viaggiare da e per questi paesi, comporta controlli di frontiera e la necessità di documenti come il passaporto.

In questo caso, il sistema prevede:

  • acquisizione delle impronte digitali
  • rilevazione fotografica
  • registrazione digitale dei dati biometrici

Ogni singolo controllo richiede più tempo rispetto al passato. Infatti, Petrilli ha sottolineato  che nei momenti di maggiore affluenza, si potrebbero creare situazioni molto complicate.

L’esempio più critico riguarda i voli da Pescara per Tirana, spesso concentrati a distanza ravvicinata. Circa 400 passeggeri da controllare contemporaneamente con pochissimi operatori disponibili.

E se anche uno solo degli agenti deve interrompere il controllo per altre procedure operative, il sistema rallenta ulteriormente, con conseguenti ritardi del volo.

Un aeroporto che cresce può rischiare ritardi?

Il timore presentato da Antonio Petrilli non nasce dal nulla. Secondo quanto ricordato da lui, episodi simili si sono già verificati in altri aeroporti italiani: 

  • a Milano Orio al Serio oltre 100 passeggeri sarebbero rimasti a terra
  • problemi analoghi si sarebbero verificati anche ad Ancona

Situazioni che la Polizia di Frontiera di Pescara vuole evitare prima che si presentino anche in Abruzzo. 

Il problema non riguarda soltanto l’organizzazione interna. Se i passeggeri iniziano ad associare lo scalo a lunghe attese, ritardi e disagi nei controlli, di conseguenza anche la reputazione dell’aeroporto rischia di risentirne.

E’ importante sottolineare che l’espansione di un aeroporto non si misura soltanto dal numero di voli o di passeggeri. Serve una crescita equilibrata tra: 

  • infrastrutture
  • servizi
  • personale
  • sicurezza

Perché senza questi elementi, il rischio è trasformare un successo turistico e commerciale in una macchina sotto pressione continua.

E quindi, si può davvero parlare di sviluppo quando chi garantisce sicurezza e controlli lavora in condizioni sempre più difficili?

Facebook
Twitter
Email
Stampa