Il Comune di Pescara amplia il sistema di telecamere agli incroci, infatti gli “occhi elettronici” continuano a moltiplicarsi.
Le telecamere T-Red, quelle che fotografano automaticamente gli automobilisti che attraversano un incrocio con il semaforo rosso, passeranno da 15 a 18. Una decisione già approvata dalla giunta comunale, che riaccende il dibattito tra sicurezza stradale, prevenzione degli incidenti e timore di una città sempre più sorvegliata.
Il Comune parla chiaramente di tutela della pubblica incolumità. Ma tra gli automobilisti cresce anche una domanda inevitabile: i T-Red servono davvero a prevenire gli incidenti o rischiano di essere percepiti soprattutto come strumenti per fare cassa?
Controlli aumentati agli incroci con 18 T-Red a Pescara
Il Comune di Pescara ha affidato il nuovo servizio di installazione, gestione e manutenzione dei dispositivi T-Red alla società romana Safety21 Spa. L’appalto avrà durata fino al 2029 e vale complessivamente 540mila euro con ulteriori 90mila euro già previsti in caso di proroga semestrale.
La società vincitrice ha superato le altre quattro aziende in gara grazie all’offerta definita “economicamente più vantaggiosa”. La proposta che ha convinto il Comune è stata semplice ma strategica, ossia l’installazione di 18 dispositivi al prezzo dei 15 richiesti dal bando.
Tre telecamere in più senza costi aggiuntivi per l’amministrazione.
Ma dove saranno installate le nuove telecamere T-Red? I nuovi dispositivi verranno collocati in due incroci già parzialmente monitorati ma considerati ancora scoperti in alcune direzioni di marcia. Le nuove installazioni riguarderanno:
- l’incrocio tra via del Santuario, via Ferrari e via Michelangelo
- l’area tra strada Colle Renazzo e via Tirino
Secondo il Comune si tratta di punti particolarmente delicati per il traffico cittadino e potenzialmente pericolosi. Restano inoltre attive le telecamere già presenti:
- via Tiburtina – via Stradonetto
- piazza Italia
- via D’Annunzio – via Conte di Ruvo
- piazza Le Laudi
- altri incroci strategici cittadini
"Miglior deterrente contro la guida imprudente." Perché il Comune difende i T-Red
Il comandante della Polizia Locale, Danilo Palestini, non lascia spazio a interpretazioni.
Nella relazione tecnica definisce i T-Red come “Il miglior deterrente volto a disincentivare condotte di guida imprudenti”.
L’obiettivo dichiarato è ridurre passaggi con il rosso, comportamenti pericolosi e incidenti agli incroci urbani.
Secondo il Palazzo di Città, il sistema rappresenta uno strumento essenziale per la sicurezza stradale. E in effetti i dati nazionali mostrano che il passaggio con il semaforo rosso resta una delle principali cause di incidenti urbani gravi.
Di conseguenza la città diventa più monitorata. Tuttavia, l’espansione dei T-Red racconta anche un cambiamento più ampio. Le città stanno diventando sempre più digitali e automatizzate:
- telecamere intelligenti
- rilevatori automatici
- sistemi di lettura targhe
- monitoraggio costante della mobilità
Pescara segue una tendenza nazionale che punta a trasformare il controllo del traffico in un sistema tecnologico permanente. La questione, però, non è soltanto tecnologica. È culturale.
Quanto siamo disposti ad accettare un controllo continuo in nome della sicurezza?
E allo stesso tempo: la sicurezza stradale passa solo dalle multe oppure anche da educazione, manutenzione urbana e mobilità più sostenibile?
Sicurezza o percezione di accanimento?
I maggiori controlli dividono sempre più cittadini e istituzioni. Nonostante le motivazioni ufficiali, il tema continua a dividere.
Da una parte c’è chi considera i T-Red indispensabili in una città dove traffico, velocità e distrazioni aumentano il rischio di incidenti. Dall’altra ci sono automobilisti che percepiscono queste installazioni come:
- eccessivamente punitive
- poco trasparenti
- finalizzate soprattutto alle sanzioni
È un equilibrio delicato. Perché se il cittadino avverte il controllo soltanto come repressione, il rischio è che venga meno la fiducia nel vero obiettivo della misura: la prevenzione.
Per questo a volte, le telecamere non bastano senza responsabilità.
I T-Red possono scoraggiare comportamenti pericolosi, ma difficilmente possono risolvere da soli il problema della sicurezza stradale.
Distrazione da smartphone, velocità eccessiva, mancato rispetto delle regole e stress alla guida restano elementi centrali. Le telecamere intervengono dopo.
La prevenzione vera dovrebbe iniziare prima. Ad esempio nelle scuole, nella formazione e nella cultura della mobilità urbana.
Perché una città sicura non è soltanto una città controllata. È una città in cui le regole vengono rispettate anche quando nessuno guarda.





