Geriatria senza aria condizionata: all’ospedale di Pescara esplode il caldo

In piena estate, con temperature che sfiorano i 40 gradi, è accettabile che un reparto di geriatria debba aspettare un anno per avere un impianto di climatizzazione funzionante?

È la domanda che riaccende il dibattito sulla sanità abruzzese dopo quanto accaduto all’ospedale di Pescara, dove il malfunzionamento dei condizionatori nell’ala nord del reparto di Geriatria ha provocato proteste, interventi politici e la minaccia di un esposto alla Procura.

Perché qui non si parla di comfort. Si parla di pazienti anziani, fragili e ricoverati, per i quali il caldo può trasformarsi in un vero fattore di rischio.

La denuncia: "Pazienti esposti a caldo e disidratazione"

Geriatria senza aria condizionata: all'ospedale di Pescara esplode il caldo

A portare all’attenzione pubblica il problema è stato Antonio Benedetti, cittadino pescarese con la madre ricoverata nel reparto.

Secondo la sua ricostruzione, il malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione avrebbe creato condizioni difficili per i degenti, costretti ad affrontare temperature elevate proprio nei giorni più caldi dell’estate.

Una situazione che, secondo Benedetti, potrebbe esporre soprattutto gli anziani al rischio di:

  • disidratazione;
  • colpi di calore;
  • aggravamento di patologie già presenti.

Per questo motivo il cittadino ha annunciato di stare valutando la presentazione di un esposto alla Procura.

La vicenda pone una questione che va oltre il semplice funzionamento di un impianto. Quando si parla di un reparto di Geriatria, il caldo non rappresenta soltanto un disagio.

Per molti pazienti anziani può incidere direttamente sulle condizioni cliniche, aumentando il rischio di complicanze. Per questo motivo la climatizzazione non può essere considerata un servizio accessorio. È parte delle condizioni necessarie per garantire un’assistenza adeguata.

L'intervento della Asl: arrivano nuovi condizionatori

Dopo la segnalazione e l’intervento del vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, la Asl di Pescara ha provveduto a installare nuovi condizionatori nelle stanze del reparto, che ospita complessivamente 23 pazienti.

Un intervento che rappresenta una risposta immediata all’emergenza. Ma non basta a chiudere la vicenda. Non bastano le soluzioni tampone.

La sostituzione dell’impianto di climatizzazione centralizzato è però prevista soltanto nel corso del prossimo anno. Una prospettiva che ha alimentato ulteriormente le polemiche.

Secondo il cittadino che ha denunciato l’accaduto i nuovi apparecchi installati nelle camere non possono garantire le stesse prestazioni di un sistema centralizzato. Inoltre, sottolinea il cittadino, fino a pochi giorni fa il lungo corridoio del reparto sarebbe stato completamente privo di qualsiasi sistema di climatizzazione.

L’ospedale è il luogo in cui i cittadini cercano cure e sicurezza. Se fuori il caldo mette in difficoltà chiunque, dentro un reparto che ospita persone fragili la situazione assume inevitabilmente un peso diverso.

È normale aspettare un anno per un impianto centralizzato?

Se l’impianto centralizzato necessita davvero di essere sostituito, è inevitabile chiedersi se un’attesa di dodici mesi sia compatibile con le esigenze di un reparto che ospita quotidianamente pazienti anziani. Perché nessuno pretende ospedali perfetti.

Ma è altrettanto legittimo aspettarsi che, durante un’ondata di caldo estivo, chi entra in un reparto di Geriatria trovi condizioni ambientali adeguate alla propria fragilità.

La vera riflessione non riguarda soltanto un condizionatore guasto. Riguarda il livello di priorità che la sanità assegna agli interventi destinati a proteggere i pazienti più vulnerabili.

Di conseguenza, se per sostituire un impianto bisogna aspettare un anno, quanto può aspettare la salute di chi è ricoverato oggi?

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