70 multe nel semaforo (inutile) di Cerratina

Non sono 300, non sono 400. Le multe scattate al contestato semaforo di Cerratina di Pianella sono, almeno finora, 70.

La Provincia di Pescara interviene così sulla vicenda dell’impianto T-Red installato nei pressi del cimitero della frazione e ridimensiona i numeri circolati negli ultimi giorni.

Ma se sulle cifre arriva un chiarimento, la questione politica e soprattutto quella sulla viabilità rimangono aperte. Perché il vero interrogativo non è soltanto quante multe siano state elevate.

Quel semaforo è davvero la soluzione migliore per rendere più sicuro uno degli incroci più discussi della zona oppure una rotatoria avrebbe potuto risolvere il problema in maniera diversa?

Semaforo di Cerratina: le multe da metà luglio

Semaforo a Cerratina: 70 multe, ma la rotatoria era meglio?

L’impianto è entrato in funzione a metà luglio e da allora sono state elevate 70 contravvenzioni.

La Provincia precisa anche un elemento importante: tutte le sanzioni riguardano automobilisti che avrebbero attraversato l’incrocio con il semaforo rosso. Non risultano, secondo quanto comunicato dall’ente, multe riconducibili ad altre infrazioni.

Ogni verbale ammonta a 175 euro, con la possibilità di ottenere la riduzione del 30% pagando entro cinque giorni dalla notifica.

Facendo un semplice calcolo, 70 sanzioni da 175 euro corrispondono a un valore teorico complessivo di 12.250 euro, prima naturalmente di considerare eventuali pagamenti ridotti, ricorsi o altri sviluppi.

Ed è proprio quando entrano in gioco multe e cifre che un impianto pensato per la sicurezza stradale rischia inevitabilmente di diventare terreno di polemica.

A far esplodere il caso era stato l’ex sindaco di Pianella ed ex consigliere provinciale Giorgio D’Ambrosio. Sui social D’Ambrosio aveva parlato dell’arrivo di 300-400 multe, raccontando di essere lui stesso tra i destinatari di una contravvenzione.

Una previsione che aveva rapidamente alimentato il dibattito sull’impianto. La Provincia, però, adesso smentisce quel numero: le multe sono 70 e non 400.

Su questo punto, dunque, bisogna essere chiari: sulla base dei dati comunicati dalla Provincia, parlare oggi di 400 sanzioni sarebbe sbagliato.

Anche sulla motivazione delle contravvenzioni la posizione dell’ente è netta. Il T-Red avrebbe sanzionato esclusivamente chi non ha rispettato il rosso.

Un funzionario provinciale ha ricordato una regola apparentemente banale ma centrale in tutta questa vicenda: con il rosso bisogna fermarsi. Quando scatta l’arancione, secondo quanto spiegato dalla Provincia, gli automobilisti hanno cinque secondi per superare l’incrocio. In caso contrario devono arrestarsi senza oltrepassare la linea bianca.

Da questo punto di vista la questione sembrerebbe semplice: se un automobilista passa con il rosso, viene sanzionato. Ma è sufficiente questo per chiudere il dibattito?

Se 70 automobilisti passano con il rosso, il problema è solo degli automobilisti?

Ed è qui che la vicenda diventa interessante. Naturalmente 70 violazioni non significano che il semaforo sia sbagliato. Se il rosso viene attraversato, la responsabilità rimane dell’automobilista.

Ma un numero così significativo di infrazioni nelle prime settimane di funzionamento può anche spingere a porsi qualche domanda sull’organizzazione complessiva dell’incrocio.

La segnaletica è sufficientemente chiara? I tempi semaforici sono adeguati? Gli automobilisti hanno avuto il tempo necessario per abituarsi alla nuova regolamentazione?

E soprattutto: esisteva una soluzione capace di garantire sicurezza senza affidarsi a un incrocio regolato dal T-Red?

Sono domande diverse dalla contestazione delle singole multe e che riguardano invece la scelta infrastrutturale compiuta.

È proprio qui che entra in gioco la seconda parte della polemica. Il consigliere provinciale del Partito Democratico Piero Giampietro aveva chiesto di sospendere l’attivazione del T-Red e valutare la realizzazione di una rotatoria.

Secondo Giampietro, questa soluzione potrebbe garantire maggiore sicurezza non soltanto agli automobilisti, ma anche a pedoni e ciclisti. Una posizione condivisa anche dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Taddeo Manella, che nei giorni scorsi ha riferito dell’esistenza di un progetto per una rotatoria rimasto nei cassetti comunali.

E allora la domanda diventa inevitabile: se un progetto esisteva già, perché non è stato realizzato?

La risposta della Provincia è altrettanto netta. Secondo l’ente, la rotatoria non rappresenterebbe una soluzione tecnicamente percorribile a causa della presenza di accessi incompatibili con questo tipo di infrastruttura. Una conclusione alla quale si sarebbe arrivati dopo diversi sopralluoghi effettuati sul posto insieme a tecnici e amministratori.

La Provincia rivendica inoltre gli interventi realizzati nell’area, tra cui nuovi marciapiedi e attraversamenti pedonali che prima non erano presenti. Opere considerate particolarmente importanti anche per gli studenti pendolari e per i cittadini che utilizzano quotidianamente la fermata dell’autobus situata nelle vicinanze del cimitero.

T-Red o rotatoria? È questa la vera questione

Il dato delle multe, quindi, chiarisce una parte della vicenda. Non c’è stata, almeno sulla base dei numeri comunicati dalla Provincia, la temuta valanga di 400 verbali. Ce ne sono stati 70.

E se sono stati effettivamente elevati per attraversamenti con il rosso, non si può trasformare automaticamente chi riceve una multa in una vittima del sistema: il Codice della strada va rispettato.

Ma questo non significa che debba terminare la discussione sull’incrocio di Cerratina. Anzi.

La questione più interessante viene proprio adesso. Un semaforo che fa multe è necessariamente un semaforo che funziona?

Un T-Red dovrebbe avere innanzitutto una funzione deterrente: convincere gli automobilisti a rispettare il semaforo e rendere l’incrocio più sicuro. Per questo il successo dell’impianto non dovrebbe essere misurato dal numero delle contravvenzioni, ma dalla capacità di ridurre comportamenti pericolosi e incidenti.

Ed è su questo che, probabilmente, andrà valutato il nuovo sistema nei prossimi mesi. Perché 70 multe possono essere interpretate in due modi. Possono dimostrare che il controllo era necessario perché troppi automobilisti attraversavano l’incrocio con il rosso.

Oppure possono rappresentare il segnale che quell’incrocio merita ancora una riflessione più ampia sulla soluzione adottata.

La domanda, quindi, è: per rendere Cerratina più sicura era davvero necessario un T-Red o una rotatoria che avrebbe potuto risolvere il problema alla radice?

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