Chi ha detto che a Ferragosto bisogna necessariamente andare al mare?
Per chi vuole scappare da spiagge affollate, file sotto il sole e caccia all’ultimo ombrellone, l’Abruzzo offre un’alternativa che probabilmente poche altre regioni possono concentrare in così poco spazio.
Castelli a oltre 1.400 metri, borghi medievali, eremi incastonati nella roccia, fiumi dalle acque cristalline, grotte, laghi, musei, sentieri e persino una “piccola Atlantide”.
Dal Gran Sasso alla Maiella, dal Sirente-Velino al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, le possibilità per trascorrere il Ferragosto 2026 lontano dalla costa sono tantissime.
E allora abbiamo provato a raccoglierne alcune.
Perché forse, almeno per un giorno, l’alternativa all’ombrellone potrebbe essere molto più interessante di quanto immaginiamo.
Ferragosto all'Aquila tra arte e natura a oltre 1.400 metri
Partiamo da chi alla montagna vuole abbinare arte e cultura. Il Museo Nazionale d’Abruzzo (Munda) all’Aquila sarà regolarmente aperto a Ferragosto, dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.
Tra le opere da ammirare c’è la Visitazione di Raffaello, tornata all’Aquila dopo oltre quattro secoli per la mostra che la mette a confronto con quella di Pontormo. Ma c’è anche l’Ecce Homo di Antonello da Messina, recentemente acquisito dallo Stato e destinato a entrare stabilmente nelle collezioni del museo.
La visita può essere facilmente abbinata a una passeggiata nel centro storico dell’Aquila.
Se invece l’obiettivo è trovare uno dei panorami più spettacolari d’Abruzzo, la destinazione è quasi inevitabile: Rocca Calascio. A oltre 1.400 metri di altitudine, la fortificazione domina un paesaggio che abbraccia Campo Imperatore, la valle del Tirino e le montagne circostanti.
È diventata negli anni una delle immagini simbolo dell’Abruzzo e rappresenta una delle destinazioni più suggestive per trascorrere una giornata lontano dalla costa.
A pochi chilometri si trova Santo Stefano di Sessanio, inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Case in pietra, archi, vicoli e piccole piazze caratterizzano un paese situato a circa 1.200 metri di quota. L’abbinamento Rocca Calascio-Santo Stefano di Sessanio permette quindi di costruire facilmente una giornata tra paesaggio, storia e gastronomia.
Se invece si vuole puntare ancora più in alto, c’è Campo Imperatore. Il grande altopiano del Gran Sasso viene chiamato il “Piccolo Tibet d’Abruzzo” per i suoi paesaggi immensi, le praterie e le montagne che sembrano non finire mai.
Non è necessario essere escursionisti esperti per goderselo. Si può semplicemente percorrere l’altopiano, fermarsi nei punti panoramici e concedersi una passeggiata. Chi è maggiormente allenato può invece scegliere uno dei numerosi sentieri verso le vette.
E poi, inevitabilmente, gli arrosticini Perché possiamo parlare di panorami, escursioni e natura quanto vogliamo. Ma arriva un momento della giornata in cui il Ferragosto abruzzese presenta il conto. Ed è poprio quello degli arrosticini. Tra Gran Sasso e borghi circostanti non mancano ristori e strutture dove fermarsi per una pausa dedicata alla cucina tradizionale.
Infine c’è una possibilità completamente diversa. Ad Aielli si può passeggiare tra i celebri murales che hanno trasformato il borgo in una galleria d’arte a cielo aperto.
Da lì ci si può spostare verso Celano, visitando il castello e le sue collezioni, per poi raggiungere l’area archeologica di Alba Fucens. Tre tappe che permettono di costruire un itinerario dedicato soprattutto ad arte, storia e cultura.
Alla scoperta della Maiella e degli eremi d'Abruzzo
Spostandosi verso la Maiella il paesaggio cambia completamente. Il Castello di Roccascalegna sorge direttamente su uno sperone roccioso del monte San Pancrazio e domina il borgo e la valle del Sangro.
È probabilmente una delle fortificazioni più scenografiche della regione. Per raggiungerlo bisogna affrontare una lunga scalinata, ma una volta arrivati il panorama ripaga dello sforzo.
La posizione consente inoltre di abbinare la visita alle vicine Gole di Fara San Martino. Quest’ultime E rappresentano uno degli accessi più spettacolari al massiccio della Maiella.
Pareti rocciose imponenti accompagnano il visitatore verso l’interno della montagna, offrendo un ambiente completamente differente rispetto agli altopiani del Gran Sasso. Una giornata può essere organizzata alternando una passeggiata nelle gole, la visita al borgo e una sosta gastronomica.
Chi cerca una vera escursione può invece dirigersi verso i monti della Laga. Qui si trova il percorso delle Cento Fonti, chiamato così per la grande presenza di sorgenti e corsi d’acqua.
Il paesaggio è dominato da boschi, ruscelli e cascate e rappresenta un’alternativa completamente diversa dalle grandi distese di Campo Imperatore. Attenzione, però: il percorso richiede preparazione e attrezzatura adeguate.
Tra le esperienze più immersive c’è poi la Valle dell’Orfento, nel Parco nazionale della Maiella. Il fiume attraversa una valle profonda, accompagnato da sentieri, ponti e una vegetazione particolarmente rigogliosa. La presenza dell’acqua e del bosco rende la zona particolarmente affascinante durante l’estate, anche se alcuni tratti richiedono attenzione e abbigliamento adeguato.
Il punto di riferimento per raggiungerla è Caramanico Terme.
C’è poi un altro modo di scoprire la montagna abruzzese: seguire le tracce degli eremiti.
L’Eremo di Sant’Onofrio è legato alla figura di Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V. Incastonato nella parete rocciosa, offre una vista sulla Valle Peligna e permette di unire escursione, spiritualità e storia.
A Roccamorice si trova invece l’Eremo di San Bartolomeo in Legio, uno dei luoghi più suggestivi della Maiella. La struttura sembra quasi fondersi con la montagna ed è raggiungibile attraverso un percorso immerso in una valle selvaggia.
Nel territorio di Raiano c’è poi l’Eremo di San Venanzio, costruito lungo le gole attraversate dal fiume Aterno. È una soluzione interessante anche per chi cerca una passeggiata meno impegnativa rispetto alle grandi escursioni di montagna.
Se invece l’obiettivo principale è semplicemente scappare dal caldo, esiste una soluzione decisamente efficace: andare sottoterra. Le Grotte di Stiffe, a San Demetrio ne’ Vestini, permettono di attraversare un ambiente modellato dall’acqua tra stalattiti, stalagmiti, cascate e corsi d’acqua sotterranei.
La temperatura interna, decisamente inferiore a quella esterna, rende la visita particolarmente piacevole in pieno agosto. Ed è una delle alternative più interessanti anche per le famiglie con bambini. A pochi chilometri dalle grotte si trova il Lago Sinizzo, circondato dal verde.
Le due destinazioni possono quindi essere abbinate nella stessa giornata: prima la visita alle grotte e poi qualche ora di relax all’aperto.
Sul versante del Sirente-Velino troviamo Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio. Quest’ultimo è il comune più alto dell’Appennino. Tra le due località è possibile percorrere anche la ciclovia delle Rocche, attraversando l’altopiano tra prati, montagne e piccoli centri. Una soluzione per chi preferisce la bicicletta agli scarponi da trekking.
Ferragosto sui laghi e fiumi d'Abruzzo
Per chi cerca acqua senza necessariamente raggiungere il mare, le alternative non mancano.
Il Lago di Campotosto, a oltre 1.300 metri, è circondato dalle montagne del Gran Sasso e della Laga e offre la possibilità di percorrere il lungolago a piedi o in bicicletta. Nelle condizioni consentite, sulle sue acque è possibile praticare anche attività come canoa, kayak e windsurf.
E poi c’è naturalmente il Lago di Scanno, conosciuto anche per la particolare prospettiva dalla quale assume la celebre forma a cuore. Una delle fotografie più ricercate dell’Abruzzo.
Una delle esperienze più particolari è la discesa in canoa sul fiume Tirino. Tra Bussi sul Tirino e Capestrano si può navigare immersi nella natura su acque particolarmente limpide. L’attività può essere svolta anche da chi non ha particolare esperienza, affidandosi alle escursioni organizzate e alle guide. Naturalmente, trattandosi di Ferragosto, è fondamentale verificare in anticipo la disponibilità dei posti.
Poco distante si trova il Lago di Capodacqua, piccolo bacino alimentato da una delle sorgenti del Tirino. È conosciuto come la “piccola Atlantide d’Abruzzo” per la presenza dei resti di un antico mulino sommerso visibili attraverso le acque cristalline.
Per chi cerca un Ferragosto nel Parco nazionale d’Abruzzo c’è Villetta Barrea. Il borgo sorge sulle rive dell’omonimo lago e offre percorsi lungo il fiume Sangro. La particolarità è rappresentata dai cervi, che soprattutto nei momenti più tranquilli possono avvicinarsi alle zone abitate.
Un incontro suggestivo, da vivere naturalmente rispettando gli animali e mantenendo le giuste distanze. La giornata può essere completata con una passeggiata sul lago oppure raggiungendo la Camosciara.
Alla fine la scelta potrebbe essere proprio questa. Certo, l’Abruzzo ha chilometri di costa e il Ferragosto al mare rimane una tradizione per tantissime persone.
Ma basta spostarsi di qualche decina di chilometri verso l’interno per ritrovarsi davanti a un’altra regione. Una regione fatta di castelli sospesi sulle montagne, acqua trasparente, eremi nella roccia, cervi che passeggiano vicino ai borghi, grotte sotterranee e altopiani che sembrano appartenere a un altro Paese.
E allora, tra la corsa per conquistare un metro di spiaggia e una giornata a 1.400 metri davanti a Rocca Calascio, quest’anno la scelta potrebbe essere meno scontata del previsto.





