Furti d’auto in Abruzzo: siamo davvero protetti?

In dodici mesi tra auto, moto e motorini, sono cresciuti i furti in Abruzzo.  Più di 700 soltanto nel Pescarese. Più di 700 anche nel Chietino.

I numeri elaborati da Facile.it sulle statistiche del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza fotografano un fenomeno che in Abruzzo non può più essere liquidato come una sequenza di episodi isolati.

Perché quando in una regione vengono sottratti 1.576 autoveicoli e 250 tra motocicli e ciclomotori in un anno, la domanda non è più soltanto come proteggere la propria macchina. Ma quanto dobbiamo abituarci all’idea che lasciare un mezzo parcheggiato possa trasformarsi in una scommessa?

Oltre 1.800 veicoli rubati in Abruzzo in un anno, 700 solo a Pescara

Furti d’auto in Abruzzo: siamo davvero protetti?

Il dato regionale è netto. In dodici mesi sono state rubate nel dettaglio: 

  • 1.576 automobili;
  • 135 motocicli;
  • 115 ciclomotori.

Il totale arriva quindi a 1.826 mezzi sottratti.Una media di circa cinque veicoli rubati ogni giorno in Abruzzo.

Naturalmente i numeri vanno letti in relazione al numero di abitanti e di mezzi circolanti, ma rimane la dimensione di un fenomeno che ha un impatto economico molto concreto su centinaia di famiglie.

In provincia di Pescara sono state sottratte 586 automobili. A queste si aggiungono 68 motocicli e 55 ciclomotori, per un totale di 709 mezzi.

Pescara non è la provincia con più furti d’auto in assoluto, ma diventa prima in Abruzzo quando si guarda alle due ruote.

In particolare, Pescara è prima per motocicli e motorini.  I dati parlano chiaro, 68 motocicli rubati e 55 ciclomotori sottratti. Nessun’altra provincia abruzzese registra numeri così elevati sul fronte delle due ruote. E questo apre una riflessione soprattutto in una città dove moto e scooter rappresentano uno dei mezzi più utilizzati per gli spostamenti urbani.

Per quanto riguarda esclusivamente le automobili, il primato regionale appartiene invece alla provincia di Chieti. Le vetture sottratte sono state 639. Seguono:

  • Pescara: 586;
  • Teramo: 249;
  • L’Aquila: 102.

Chieti e Pescara, da sole, concentrano quindi la grande maggioranza dei furti d’auto registrati nella regione. A Chieti si aggiungono inoltre 36 motocicli e 31 ciclomotori, portando il totale dei mezzi rubati a oltre 700.

Quasi un automobilista abruzzese su quattro si assicura contro il furto

Davanti a numeri di questo tipo cambia inevitabilmente anche il comportamento degli automobilisti.

Secondo l’Osservatorio di Facile.it, il 23% degli automobilisti abruzzesi sceglie di inserire nella propria assicurazione una copertura contro il furto.

Quasi uno su quattro. Una percentuale che racconta un altro aspetto del problema: alla paura di perdere la macchina si aggiunge un nuovo costo per cercare di proteggersi economicamente.

E alla fine chi paga? È qui che nasce il paradosso. Il cittadino acquista un’automobile, paga assicurazione, bollo, manutenzione e carburante. Poi, per paura che gli venga rubata, aggiunge anche una garanzia specifica contro il furto.Naturalmente l’assicurazione è una scelta individuale e può rappresentare una tutela importante.

Ma è legittimo chiedersi: quanto può diventare normale dover pagare di più semplicemente per paura di subire un reato? 

La copertura furto può limitare il danno economico in caso di sottrazione totale o parziale del mezzo. Ma bisogna valutare con attenzione:

  • valore assicurato del veicolo;
  • franchigie;
  • scoperti;
  • eventuali esclusioni contrattuali;
  • modalità di risarcimento.

Perché avere una polizza non significa necessariamente recuperare l’intero valore commerciale dell’auto

Furto auto: come ridurre i rischi

Nessun sistema può garantire sicurezza assoluta, ma alcune precauzioni possono rendere il veicolo meno vulnerabile.

Ad esempio, parcheggiare in zone illuminate. Quando possibile è preferibile scegliere aree frequentate, illuminate e possibilmente coperte da videosorveglianza. Un parcheggio più comodo ma completamente isolato può aumentare il rischio.

E’ importante, non lasciare oggetti visibili. Anche oggetti apparentemente privi di valore, come una busta, un cavo o qualche moneta, possono attirare l’attenzione. Il rischio non è soltanto il furto dell’auto, ma anche quello di ritrovare finestrini rotti o serrature danneggiate.

Inoltre, attenzione alle chiavi elettroniche. I moderni telecomandi aumentano la comodità, ma esistono tecniche utilizzate per intercettare o replicare il segnale delle chiavi. L’utilizzo di sistemi meccanici aggiuntivi, come bloccasterzo o bloccapedali, può rappresentare un ulteriore ostacolo.

E poi, mai lasciare le chiavi incustodite. Un’accortezza particolarmente importante in estate, soprattutto al mare. Lasciare chiavi e telecomandi in borse incustodite in spiaggia può trasformare un furto apparentemente banale in un accesso immediato al veicolo.

Ed eccoci al punto più delicato. È giusto invitare i cittadini alla prudenza. È giusto utilizzare bloccasterzo, parcheggi illuminati e sistemi di sicurezza.

Ma se oltre 1.800 mezzi vengono rubati in un anno, non possiamo ridurre la risposta a un semplice elenco di consigli per gli automobilisti. Perché la prevenzione individuale è una parte della soluzione.

L’altra riguarda controlli, videosorveglianza, contrasto alle organizzazioni che alimentano il mercato dei veicoli rubati e capacità investigativa. Davvero dobbiamo trasformare ogni parcheggio in una prova di sopravvivenza?

Lasciare un’automobile sotto casa dovrebbe essere un gesto normale. Non una sequenza di controlli: telecamera presente, bloccasterzo inserito, niente oggetti nell’abitacolo, chiave schermata e polizza contro il furto. Naturalmente il rischio zero non esiste. Ma quando il fenomeno assume queste dimensioni, la sicurezza non può diventare esclusivamente responsabilità del proprietario del mezzo.

Quante auto dobbiamo ancora vedere sparire prima che il furto di un veicolo smetta di essere considerato quasi una fatalità e torni a essere percepito per quello che è: un problema di sicurezza che ha un costo enorme per cittadini e famiglie?

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