Gli affitti universitari a Pescara costano sempre di più. In appena dodici mesi il canone medio richiesto per una singola è aumentato del 28,6%. È l’incremento percentuale più alto tra le città universitarie italiane analizzate nell’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights.
E basta spostarsi di pochi chilometri per trovare una situazione completamente diversa: a Chieti una stanza costa mediamente 240 euro al mese, ben 148 euro in meno. Due città della stessa università, separate da pochi chilometri, ma con un mercato degli affitti profondamente diverso.
Pescara, boom degli affitti per gli studenti: +28,6% in un anno
Il dato che colpisce maggiormente è quello pescarese. Il prezzo medio richiesto per una stanza singola ha raggiunto 388 euro mensili, registrando una crescita del 28,6% rispetto a dodici mesi prima.
Tradotto in un anno universitario completo significa arrivare potenzialmente a 4.656 euro per dodici mesi di affitto, senza considerare le altre spese che uno studente fuori sede deve sostenere.
Bollette, alimentazione, trasporti, tasse universitarie, libri e vita quotidiana si aggiungono infatti al costo dell’alloggio.
Pescara registra l’aumento più alto tra le città analizzate. Infatti, il confronto nazionale a rendere significativo il dato. Tra le città nelle quali il prezzo delle stanze singole è cresciuto maggiormente troviamo:
- Pescara: +28,6%
- Trieste: +16,7%
- Palermo: +13,6%
- Bari: +12,2%
- Genova: +11,9%
- Pisa: +10,7%
- Pavia: +10,2%
Pescara non è quindi semplicemente tra le città in crescita: presenta un aumento nettamente superiore a quello delle altre realtà considerate.
E qui nasce la prima domanda: cosa sta succedendo al mercato degli affitti della città?
C’è infatti un elemento che rende ancora più particolare il caso pescarese. A livello nazionale, secondo i dati riportati nell’analisi, il costo medio mensile delle stanze registra una diminuzione del 6,2%.
A Pescara accade praticamente il contrario. Mentre il dato nazionale scende, il capoluogo adriatico registra un incremento vicino al 30%. Una divergenza che merita attenzione soprattutto considerando la crescente presenza universitaria nell’area Pescara-Chieti e la necessità per molti studenti di trovare un’abitazione durante il proprio percorso accademico.
Il mercato nazionale, nel frattempo, mostra segnali interessanti. Secondo Immobiliare.it Insights, i contatti medi per annuncio sono diminuiti del 19,8%, mentre quelli complessivi sono calati di quasi il 22% rispetto a dodici mesi prima.
Contemporaneamente si è ridotta anche l’offerta: le stanze singole pubblicate sulla piattaforma sono diminuite di circa il 15%. Meno domanda, dunque, ma anche meno disponibilità.
Un equilibrio che può produrre dinamiche molto differenti da città a città. Ed è proprio il caso di Pescara a dimostrare quanto le medie nazionali possano raccontare soltanto una parte della storia.
Chieti resta una delle città universitarie più economiche d'Italia
E poi c’è l’altra faccia della medaglia. A Chieti una stanza singola costa mediamente 240 euro al mese.
Anche qui i prezzi sono aumentati rispetto allo scorso anno, ma la crescita è decisamente più contenuta: +5,2%. Chieti si conferma così tra le città universitarie meno costose considerate dall’analisi e presenta il valore medio più basso riportato.
Il confronto con Pescara è impressionante. Tra Pescara e Chieti ballano quasi 150 euro al mese. A Pescara: 388 euro.A Chieti: 240 euro. La differenza è di 148 euro ogni mese. Su dodici mesi diventano 1.776 euro.
Una cifra tutt’altro che marginale per uno studente o per una famiglia che deve sostenere economicamente un figlio fuori sede. Ed ecco che vivere a Chieti anziché a Pescara può trasformarsi in una scelta non soltanto logistica, ma soprattutto economica.
Il confronto assume un significato particolare perché Pescara e Chieti costituiscono i due principali poli dell’Università “Gabriele d’Annunzio”. Eppure, dal punto di vista degli affitti, sembrano appartenere a due mercati differenti.
Da una parte Pescara, con una maggiore attrattività urbana, la costa, la vita serale e una domanda abitativa che non riguarda esclusivamente gli studenti.Dall’altra Chieti, dove il costo delle stanze rimane molto più contenuto.
Per uno studente la scelta diventa quindi concreta: vale la pena spendere quasi 150 euro in più ogni mese?
Ma perché uno studente dovrebbe pagare quasi 400 euro per una stanza a Pescara?
È probabilmente la domanda che molti genitori si faranno leggendo questi numeri.
Perché 388 euro non sono il prezzo di un appartamento, ma il canone medio richiesto per una singola stanza. E se aggiungiamo tutte le altre spese necessarie per vivere lontano da casa, mantenere un figlio all’università può facilmente trasformarsi in un impegno economico molto pesante.
Il problema diventa ancora più evidente se colleghiamo il costo dell’abitazione alle difficoltà che molti giovani incontrano nell’acquisire una propria autonomia economica. Una stanza più cara significa maggiore dipendenza dalla famiglia oppure necessità di affiancare allo studio un’attività lavorativa.
Di conseguenza, il caro affitti rischia di trasformare l’università in una questione di reddito? Ed è qui che il dato immobiliare diventa una questione sociale.
Perché possiamo discutere di mercato, domanda e offerta, ma alla fine quei 388 euro al mese qualcuno deve pagarli. Molto spesso sono le famiglie.
E se a quella cifra aggiungiamo tutto ciò che serve per mantenere un figlio fuori sede, il rischio è che la possibilità di scegliere dove studiare dipenda sempre di più dalla disponibilità economica dei genitori.
L’aumento degli studenti e l’attrattività universitaria possono rappresentare una grande opportunità economica per una città. Gli studenti fanno vivere quartieri, utilizzano servizi, frequentano locali, acquistano nei negozi e contribuiscono all’economia urbana. Ma c’è un limite oltre il quale l’attrattività rischia di produrre l’effetto opposto.
Se una stanza arriva a costare quasi 400 euro al mese, quanto può continuare a essere conveniente scegliere Pescara per studiare?
Chieti, distante appena pochi chilometri, oggi risponde con un numero: 240 euro. Ed è forse proprio questo il dato sul quale Pescara dovrebbe cominciare a interrogarsi.
Perché essere una città universitaria non significa soltanto avere studenti. Significa anche permettere agli studenti di potersi permettere di viverci





