C’è una città abruzzese nella quale la moda non significa soltanto boutique e passerelle. Significa mani, tecnica, formazione e alta sartoria. E ora Penne prova a trasformare questa tradizione anche in un progetto per il futuro.
Dal 28 settembre al 4 ottobre, l’ex convento del Carmine ospiterà infatti una nuova Summer School dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, nell’ambito della collaborazione che coinvolge il Comune di Penne e la scuola di sartoria “Nazareno Fonticoli” della Brioni.
Il progetto si intitola “Quel che resta del miraggio” e non dovrebbe rappresentare un appuntamento isolato. L’obiettivo è creare nel capoluogo vestino una vera base per attività formative dedicate alla moda e al costume, facendo seguire alla Summer School nuovi workshop ed eventi.
Una scelta che assume un significato particolare proprio a Penne, dove la presenza di Brioni e della sua scuola di sartoria rappresenta da anni uno dei simboli dell’eccellenza produttiva locale.
Penne e L’Aquila insieme per formare i professionisti della moda
La collaborazione tra il Comune e l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila è stata formalizzata con una convenzione durante l’attuale anno accademico.
A spiegare l’ambizione del progetto è il direttore dell’Accademia, Marco Brandizzi:
«È un inizio di collaborazione che sia la nostra Accademia che il Comune vogliono portare avanti in futuro con workshop e altri eventi», sottolinea Brandizzi.
Per l’amministrazione comunale il progetto è seguito dal vicesindaco Emidio Camplese.
L’idea, dunque, va oltre la settimana dal 28 settembre al 4 ottobre: utilizzare Penne come punto di riferimento didattico nel quale far incontrare formazione artistica, design e tradizione sartoriale.
C’è poi un secondo elemento che merita attenzione: la scelta dell’ex convento del Carmine. Dal 28 settembre al 4 ottobre uno spazio storico della città diventerà sede di formazione contemporanea.
È un modello che potrebbe avere un valore anche oltre la singola Summer School: utilizzare parte del patrimonio esistente non soltanto come luogo da conservare o visitare, ma come spazio nel quale studiare, creare e produrre nuove competenze. Se la collaborazione proseguirà con workshop e altre iniziative, Penne potrebbe progressivamente rafforzare il proprio ruolo nella formazione legata alla moda.
Dall’alta sartoria alla stampa 3D: come cambia la moda
Le basi della collaborazione erano state poste già alla fine di ottobre dello scorso anno con “Art Couture, dove l’abito diventa capolavoro”, iniziativa dedicata all’incontro tra arte, alta moda e sartoria d’eccellenza.
In quell’occasione erano state esposte alcune delle creazioni degli studenti del corso di Moda e Costume dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.
L’abito veniva interpretato non soltanto come qualcosa da indossare, ma come una vera creazione artistica, mettendo insieme ricerca sui materiali, capacità progettuale e tecnica esecutiva.
Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti del progetto. La sartoria tradizionale non viene contrapposta alla tecnologia. Al contrario, le due dimensioni vengono fatte dialogare.
Gli studenti hanno sperimentato nuovi materiali e tecnologie come la stampa 3D, utilizzata anche nella realizzazione di accessori, gioielli e componenti per l’abbigliamento.
Un esempio concreto di come un mestiere associato a una lunga tradizione artigianale possa evolversi senza necessariamente perdere la propria identità.
La scuola di sartoria Brioni e un patrimonio che Penne possiede già
Penne, del resto, non parte da zero. La città ospita la scuola di sartoria “Nazareno Fonticoli” della Brioni, una presenza che lega il territorio all’alta sartoria e rende particolarmente coerente la scelta di sviluppare qui nuove attività formative sulla moda.
È proprio questa combinazione a rendere il progetto interessante: non creare artificialmente una vocazione, ma costruire qualcosa di nuovo partendo da una competenza che sul territorio esiste già.
«Con questa iniziativa, il nostro territorio conferma la sua identità di città dell’eccellenza artigiana e della creatività», ha sottolineato Camplese.
Anche il presidente dell’Accademia, Rinaldo Tordera, aveva indicato Penne come possibile base didattica per proseguire la missione dell’istituzione nella formazione di nuove professionalità legate alla moda e al costume.
Penne possiede già alcuni elementi difficili da costruire artificialmente: una tradizione sartoriale riconoscibile, la presenza di Brioni, una scuola specializzata e ora una collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.
Molto più ambizioso sarebbe costruire nel tempo un polo capace di attirare studenti, designer e nuove professionalità, facendo della sartoria anche un’opportunità economica per le nuove generazioni. Penne ha già una storia da raccontare. Ora può provare a trasformarla in futuro. Soprattutto, se l’Abruzzo possiede un’eccellenza nell’alta sartoria, perché non dovrebbe anche formare qui i professionisti della moda di domani?





