Autovelox Moscufo riattivato:sicurezza o necessità di monetizzare?

È tornato in funzione l’autovelox sulla Statale 151 a Moscufo, lo stesso dispositivo che nel 2025 aveva fatto discutere per l’elevato valore delle sanzioni e per i ricorsi presentati dagli automobilisti.

Il Comune ha comunicato ufficialmente la riattivazione dalle 23 del 1° ottobre 2026. L’apparecchio si trova al chilometro 17+291 della SS151, sul tratto in direzione Cappelle sul Tavo – Collecorvino, con il limite di velocità fissato a 50 chilometri orari.

Ma quali sono stati i precedenti legali dell’autovelox e si potrebbe rendere più sicura la SS151 anche attraverso strumenti diversi dalle multe?

Autovelox di Moscufo: quanto valgono le multe del 2025?

Autovelox Moscufo riattivato: sicurezza o necessità di monetizzare?

Il dato è sicuramente quello che colpisce di più. Nel 2025 il Comune di Moscufo, a fronte di 3.072 residenti, ha registrato quasi 906mila euro di proventi derivanti dalle multe stradali.

Facendo una semplice divisione per il numero degli abitanti si arriverebbe a circa 295 euro per residente. È però un confronto puramente statistico: le multe non vengono elevate soltanto ai cittadini di Moscufo, ma a tutti gli automobilisti che percorrono le strade comunali. E la SS151 è un’arteria utilizzata quotidianamente anche da pendolari e automobilisti provenienti da altri comuni.

C’è poi un’altra precisazione importante: i 906mila euro rappresentano i proventi complessivi delle sanzioni stradali registrati dal Comune nel 2025. Non è quindi corretto, in assenza di un rendiconto più dettagliato, affermare che l’intera cifra sia stata prodotta esclusivamente dall’autovelox della SS151.

Resta comunque un valore particolarmente elevato per un piccolo comune. Proprio per questo il gruppo di minoranza Vivi Moscufo, composto dai consiglieri Massimo Di Domenico, Angelo Cardone, Massimo Ferrati e Daniela Nobilio, chiede all’amministrazione di spiegare come siano state utilizzate quelle risorse e quali interventi sulla sicurezza stradale siano stati finanziati.

La minoranza non contesta il principio del controllo della velocità, ma sostiene che la sicurezza non possa essere affidata a un solo dispositivo.

Quali sono i precedenti legali dell’Autovelox di Moscufo?

Quella del 2026 non è la prima discussione attorno all’autovelox. Il progetto di sicurezza stradale risale al 2022. Dopo una fase di pre-esercizio iniziata nell’aprile 2024, il Comune comunicò l’attivazione per l’accertamento delle violazioni a partire dal 18 novembre 2024.

L’apparecchio, collocato sulla SS151 in viale Kennedy, controllava i veicoli nella direzione mare-monti, da Cappelle verso Collecorvino, con limite di 50 chilometri orari. Nel 2025 si aprì però un confronto sulla regolarità del dispositivo.

Il punto più delicato riguardava la distinzione tra approvazione e omologazione dell’autovelox. Nel novembre 2025 il consigliere Angelo Cardone rese noto che diversi automobilisti avevano presentato ricorso alla Prefettura di Pescara contro le sanzioni ricevute. Secondo quanto riportato all’epoca, la Prefettura accolse ricorsi relativi a multe rilevate con il dispositivo di Moscufo sulla base dell’orientamento della Corte di Cassazione riguardante gli apparecchi approvati ma non omologati.

Il sindaco Pietro Di Pietro fornì però una ricostruzione parzialmente diversa, precisando che non tutte le multe contestate erano state annullate per la stessa ragione: alcuni annullamenti sarebbero dipesi dalla decorrenza dei termini, altri dalla questione dell’omologazione.

L’amministrazione aveva già respinto, nell’aprile 2025, altre contestazioni relative al posizionamento dell’apparecchio, sostenendo che l’installazione fosse stata effettuata nel punto autorizzato da Anas. Il precedente esiste quindi ed è rilevante, ma va raccontato con precisione: ci sono stati ricorsi accolti dalla Prefettura relativi all’autovelox di Moscufo, mentre non va confusa questa vicenda con sentenze riguardanti altri apparecchi installati in comuni vicini.

Si può rendere sicura la SS151 senza affidarsi solo all'autovelox?

La motivazione indicata dall’amministrazione per la riattivazione dell’autovelox è la sicurezza stradale.  Già nel 2024, la Polizia locale aveva richiamato la necessità di mantenere una guida prudente sulla SS151, anche per la presenza di aree abitate attraversate dalla strada.

La minoranza non nega che il controllo della velocità possa contribuire alla sicurezza, ma contesta che possa rappresentare da solo una strategia sufficiente. Secondo Vivi Moscufo, nella decisione di riattivare l’apparecchio avrebbero avuto un peso anche le esigenze di bilancio. Si tratta però di una valutazione della minoranza, non della motivazione ufficiale indicata dal Comune.

Di conseguenza, come si può rendere sicura la SS151 senza affidarsi solo all’autovelox?

Di fatti, un autovelox interviene su un fattore preciso: la velocità dei veicoli. La sicurezza di una strada dipende però anche dalle condizioni dell’infrastruttura, dalla segnaletica, dai controlli e dal comportamento degli automobilisti.

Vivi Moscufo propone quindi una strategia più ampia basata su prevenzione, manutenzione, segnaletica, controlli e presenza della Polizia locale. La richiesta è quella di non concentrare l’azione soltanto nel punto in cui si trova l’autovelox, ma di intervenire sull’intero territorio.

Uno dei primi punti riguarda la presenza della Polizia locale. Secondo la minoranza, maggiori controlli consentirebbero di intervenire non soltanto sugli eccessi di velocità, ma anche su comportamenti pericolosi, sosta irregolare e problemi di viabilità.

Viene sollevato, ad esempio, il problema della sosta nel centro abitato durante eventi e manifestazioni, quando la presenza di numerosi veicoli può creare difficoltà di transito per automobilisti e pedoni.

C’è poi il tema della manutenzione stradale. La minoranza segnala vegetazione che invade alcune carreggiate, terriccio, rifiuti abbandonati e tratti delle zone periferiche che necessiterebbero di interventi, citando anche contrada Pischiarano. Sono problemi diversi dall’eccesso di velocità, ma possono incidere comunque sulla sicurezza della circolazione.

Un altro fronte riguarda la segnaletica. Vivi Moscufo chiede interventi più puntuali e una maggiore attenzione anche alla pista ciclopedonale, dove, secondo quanto denunciato dai consiglieri, continuerebbero a transitare motocicli e automobili nonostante la presenza quotidiana di famiglie, pedoni e bambini. La richiesta è quindi quella di rafforzare segnalazione e controlli per garantire una corretta fruizione dell’area.

Attenzione, però, a distinguere le proposte effettivamente avanzate da quelle semplicemente ipotizzabili. Nel documento della minoranza si parla esplicitamente di controlli, manutenzione, segnaletica, gestione dei parcheggi e interventi sul territorio. Non risultano invece, nelle fonti esaminate, proposte formali e dettagliate per realizzare nuove rotatorie, modificare strutturalmente la SS151 o installare specifici nuovi sistemi di illuminazione.

La sicurezza di una strada può dipendere principalmente da un rilevatore di velocità? La minoranza sostiene di no e chiede che una parte centrale della strategia passi attraverso controlli, manutenzione, segnaletica e gestione della viabilità. L’amministrazione punta invece sull’effetto deterrente del dispositivo e sulla necessità di ridurre la velocità in un tratto che attraversa aree abitate.

In mezzo ci sono i quasi 906mila euro di proventi dalle multe registrati nel 2025, che inevitabilmente rendono il confronto anche economico. La questione è capire quanto delle risorse generate dalle sanzioni torni concretamente sulla strada sotto forma di maggiore sicurezza.

Perché se l’obiettivo dichiarato è prevenire gli incidenti, il risultato ideale di un autovelox non dovrebbe essere fare più multe. Dovrebbe essere non doverne fare quasi nessuna perché gli automobilisti rispettano il limite.

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